Via classica aperta nell’81 da G. Popi Miotti, A. Savonitto, R. Silvestri e G. Galli. Purtroppo durante la discesa Roberto Silvestri perì a causa di una tragica caduta. A distanza di quasi 42 anni la via era in stato ormai di semi abbandono e le ripetizioni si contavano sulle dita di una mano quindi, su richiesta degli apritori, abbiamo deciso di andare a darle una sistemata togliendo il grosso dello sporco, dei massi instabile e soprattutto gli enormi rovi che erano cresciuti nelle fessure.
Ora la via è sicuramente più godibile e pulita ma qualche ulteriore ripetizione in più non farebbe male. La salita si sviluppa all’interno di due diedri consecutivi con arrampicata fisica in fessure e camini. I chiodi lungo i tiri non sono tanti ma le possibilità di protezione a friend abbondano. Grazie mille a Nicolas e Leonardo per avermi aiutato in questa pulizia!
Avvicinamento: Da Lecco proseguire fino a Barzio dove si seguono le indicazioni per la funivia che porta ai Piani di Bobbio. Parcheggiare l’auto e prendere il piccolo sentiero in fondo al parcheggio (proprio sotto i cavi della funivia). Dopo qualche minuto il sentiero si ricongiunge a una mulattiera cementata che sale verso sinistra. Seguirla e ad un bivio tenere la destra. Ora la strada sale più ripida per tornanti fino ad una baita sulla destra di un tornante. Lasciare la strada a passare sotto la baita prendendo un sentiero nel prato oltre la baita che prima traversa verso destra e poi sale nel bosco (traccia poco evidente). Salire la traccia fino a quando conviene spostarsi a sinistra nel bosco (ormai quasi alla base della parete). Costeggiare la parete fino all’evidente attacco posto alla base di un diedro/camino fessurato. [1 h]
Traccia avvicinamento (in formato .zip da decomprimere):
Difficoltà: VII+ R3
Materiale: Serie 0.3/3 BD con 0.3,0.75 e 1 doppiati, dadi medio-piccoli, utile anche il n°5 per proteggere un passo su L2, cordini, 12 rinvii ed eventualmente martello con un paio di chiodi.
Tiri:
1) Salire la fessura camino fino a quando è chiusa da un tettino fessurato dove conviene spostarsi a destra in placca a un chiodo. Continuare poi dritti fino ad una sosta intermedia su tre chiodi collegati da un cordino verde. Qui conviene continuare (sosta scomoda) nel diedro a sinistra sopra la sosta. Si supera un tratto più verticale con buone prese per poi uscire su un terrazzo dove si sosta. (Sosta a spit nuova oppure vecchia sosta a dx su 2 chiodi + nut). [VI+, 35m]
2) Salire la fessurona a destra della sosta con un passo iniziale di “incastro corporeo”, continuare poi nel caminone con arrampicata di opposizione. Una volta fuori dal camino continuare per diedro abbattuto fino alla base di un altro camino molto più stretto. Qui ci sono tre possibilità: Andare a sinistra per placca con chiodi fino alla grossa pianta dove si sosta, salire lo stretto camino al centro oppure salire per qualche metro nel camino fino ad una pianta a con passi delicato aggirare lo spigolo a sinistra e salire il successivo diedrino con roccia delicata fino a ritrovarsi all’uscita del camino stretto (chiodo). Noi abbiamo seguito quest’ultima opzione, per poi salire ancora dritti per diedrino fessurato fino alla sosta (pianta sulla destra con chiodo da rinforzare con 0.3 nella fessura del chiodo). [VI+, 45m]
3) Salire sopra la sosta per diedrino liscio per poi uscire su roccia rotta e delicata. Seguire una crestina e poi spostarsi a sinistra fino ad uscire sulla grossa cengia mediana. Continuare fino alla base dell’evidente diedro superiore alla base del quale si sosta(Sosta a spit). [V, 30m]
4) Salire il bel diedro verticale con buoni incastri e qualche ribaltamento. Spostarsi poi a destra in placca evitando il grosso tetto fessurato fino a una sosta a spit di una via vicina. Proseguire dritti per blocchi fessurati verticali e poi per bel diedro in dulfer. Un ultimo saltino verticale porta su un balconcino roccioso su cui si sosta (sosta a spit a destra). [VI+,40m]
5) Entrare nello stretto camino a sinistra della sosta e “strisciare” per qualche metro fino ad una buona presa che permette di uscire su una cengia rocciosa. Da qui entrare nel diedro aggettante a sinistra sfruttando una grossa lama rovescia e poi con un paio di movimenti lunghi salire fino al grosso masso incastrato che chiude l’uscita. Uscire a sinistra sullo spigolo per poi ritornare a destra dove si sosta (sosta a spit). [VII+, 25m]
6) Proseguire per terreno facile e rotto cercando, dopo i primi metri di stare sulla crestina, dopo un po’ si arriva ad un salto verticale che si supera verso destra. Dopo qualche metro su terreno appoggiato si giunge alla sosta (1 spit +nut). [IV, 45m Attenzione agli attriti!]
Ora per terreno facile si giunge in “vetta”.
Discesa: Dalla vetta proseguire lungamente nella direzione opposta della salita cercando sempre di stare più o meno sul filo di cresta fino ad incontrare la strada cementata che scende verso il parcheggio. Seguirla fino al parcheggio. [1:30 h]





