Pilastro Gabrielli – Mandrea (Arco)

Breve ma meritevole via che segue con logica impeccabile una serie di diedri e fessure che tagliano il lato destro di un pilastro altrimenti costantemente liscio e verticale. Nonostante le notevoli ripetizioni la roccia non è troppo unta anche se poco affidabile sui primi due tiri, arrampicata fisica e sostenuta e protezioni non sempre banali da posizionare.

Avvicinamento: Da Arco seguire le indicazioni per Laghel fino a una chiesetta bianca in corrispondenza della quale si svolta subito a sinistra per strada ripida che dopo un po’ diventa sterrata. Seguire la sterrata fino a una fontana vicino a un crocifisso in legno sulla sinistra. Parcheggiare e risalire la strada con sbarra che si stacca verso la parete. Seguire la strada fino a un grosso masso triangolare a destra dove si prende una traccia a sinistra che in breve porta alla base della parete. Individuare una paretina articolata con alla base un masso con la scritta “Gabrielli”. Da qui inizia lo zoccolo che consiglio di superare legati (terreno esposto e fisse vecchie). [15 min.]

Attacco: Con un tiro di corda corto si supera il breve salto per poi spostarsi a destra e fare sosta su un albero sotto un altro salto con fissa in loco. Con un secondo tiro si supera il secondo salto sfruttando le fisse, si risale per qualche metro e si inizia a traversare verso sinistra seguendo una fissa e si sosta sulla pianta su cui è legato il capo della fissa. Un ultimo tiro verso sinistra porta alla base della prima vera lunghezza della via (sosta su pianta). [30/40 min.]

Difficoltà: VII / VI+, A0 – R3

Materiale: N.D.A, 13 rinvii, qualche cordino, serie friend 0.3/5 BD, serie di dadi, meglio doppiare le misure da 2 a 4(sul quarto tiro molto utili un doppio 4 o 5 per non rischiare uno spiacevole incontro ravvicinato con terrazzino di sosta).

Tiri:

  1. Salire la rampa puntando alle due fessure soprastanti. Salire la fessura di sinistra seguendo una fessura fuori misura che poi si trasforma in camino. Traversare a sinistra all’altezza del tetto che chiude il camino sfruttando una fessurina e con un ultimo passo in placca verso sinistra raggiungere la sosta(2spit da collegare). [V+, 35m]
  2. Salire la placchetta sopra la sosta sfruttando delle evidenti prese e raggiunto il tettino sul filo dello spigolo traversare a destra e risalire una fessurina fisica fino ad un terrazzino. Continuare per diedro fessurato con cunei di legno con arrampicata in dulfer/spaccata fino ad uscire a sinistra in corrispondenza della sosta(2spit da collegare). [VI+, 40m]
  3. Salire la fessura verticale a sinistra della sosta alternando qualche incastro di mano e arrampicata in spaccata(qualche piede viscido). Dopo qualche metro la fessura diventa più facile e ammanigliata. Seguirla fino al terrazzino alla base di un grosso diedro bianco dove si sosta(2spit da collegare). [VI, 25m]
  4. Salire lo stupendo e fisico diedro sopra la sosta fino a un chiodo a pressione con cordino su un terrazzino. Continuare per la fessura a sinistra fino in sosta(2spit da collegare). Tiro continuo e fisico, attenzione ai primi metri su fessura larga non troppo dura ma proteggibile solo con 3-4-5 proteggersi bene che sotto c’è un simpatico terrazzo. [VI+, 40m]
  5. Salire a sinistra della sosta fino ad un alberello in placca, cercare le debolezze della placca e risalirla fino al bosco dove si sosta dopo qualche metro su pianta(2spit+anelli). [V, 30m]

Discesa:

Seguire la traccia che sale nel bosco fino a un muro che si aggira traversando verso destra alla sua base. Una volta in cima (libro di vetta continuare per traccia con omini fino ad una casa che si evita sulla sinistra per sentiero che poi diventa molto evidente. Seguire questo sentiero tenendo sempre la sinistra a tutti i bivi. Una volta raggiunta la sterrata percorsa con la macchina la si ripercorre a ritroso fino alla fontana. [50 min.]

Sicuramente è possibile anche calarsi dalla via (soluzione non verificata) ma fare molta attenzione ai sassi sugli ultimi metri dell’ultimo tiro nel caso ci fossero cordate sottostanti!

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